Semplificare per respirare

Ho bisogno di semplificare e di respirare

La parola semplificare dovrebbe essere tatuata o incisa da qualche parte, quando decidi di diventare libera professionista. O forse dovrebbero insegnarcelo fin da piccoli che dobbiamo semplificare per non avere troppo bagaglio pesante per poter camminare e andare ancora più lontano.

Perché parlo di semplificare, cosa c’entra con la vita di un* designer? Di una mamma freelance o con la vita da donna adulta, che ha superato i 40 anni (anche se in quarantena, quindi non so se conti davvero!) ? Perché ci ho ragionato molto.

Dico spesso che, nonostante tutto, io si abbastanza serena. Che non vuol dire che io non veda che ci sono problemi, che ci sono i rincari delle bollette, che la politica ha arrancato anche in questa ultima decisione, occasione persa per dimostrare che sì siamo pagati per rappresentarvi e fare qualcosa di concreto e migliorare le condizioni di vita di tutti. Non entrerò in questi dettagli.

Vorrei solo condividere una delle parole che sto cercando di fare mie, anche se, a volte, con grande fatica.
Semplificare, perché fa rima con tante altre parole che amo.

Semplificare alla Munari

“Complicare è facile, semplificare é difficile. Per complicare basta aggiungere,
tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose.
Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.
Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere,
come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’é in più della scultura che vuol fare.
Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere
dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?
Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità.
Eppure quando la gente si trova difronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente:
“questo lo so fare anche io”, intendendo di non dare valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie.
In realtà quando la gente dice quella frase intende dire che lo può rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima.
La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice:
“quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte”.

Spesso condivido la frase meravigliosa di Munari  perché sono davvero convinta che possa essere di grande aiuto per toglierci qualche peso.
In questi giorni ho letto post di persone che stimo e seguo, che condividono la fatica dell’essere liberi professionisti o di questi ultimi due anni in generale, non per forza come genitori che lavorino con la partita iva, perché abbiamo avuto tutti la nostra dose di fatiche e stress.
Ho notato sulla mia pelle che, cercare di rendere più lineare, semplice ed ordinato il mondo attorno a me, mi abbia aiutata a prendere un bel respiro e lanciarmi nella mia vita sia personale sia professionale con una piccola scorta di ossigeno in più.

Come si semplifica online?

Ho parlato di fare ordine perché ho avuto dei momenti di grande entusiasmo in casa: ho risistemato in maniera ragionata tutti gli armadietti della cucina (grazie a quella santa di mia cognata!). Ora tutto ha una collocazione logica. Mi fa perdere meno tempo e godermi di più la stanza della casa che già è una delle mie preferite, si sa! E questo mi ha fatto ragionare su una pratica che ho iniziato ad attuare negli ultimi tempi: fare spazio. Semplificare anche online.

Come? Ho iniziato usando un’applicazione che mi aiutasse a disiscrivermi dalle newsletter che non leggo. Non lo faccio con cattiveria e non vuol dire che io non stimi il lavoro delle persone che creano contenuti ai quali mi sono iscritta. Solo che, non leggendole, mi sembra di portare ancora meno rispetto e inquino e la cosa mi innervosiva! Si, perché anche la casella mail piena inquina! (Consiglio la lettura di un articolo, non che sia l’unico, ma uno spunto per iniziare a pensarci…)

Poi ho iniziato a de-followare tutte quelle persone che non sono più allineate ai miei valori o che fanno molto rumore creando un brusio che mi deconcentra. Alcuni account sono di prodotti che non comprerò mai o di prodotti che dovrei smettere di comprare (dieta o cercare di preservare dei risparmi sudati ehehe); altre sono persone che mi appesantivano un po’, mi toglievano l’aria senza volerlo. Non è un giudizio su di loro, ma su come facevano sentire me tutte quelle parole dure, pesanti, aggressive e non costruttive.

Su Facebook ho chiuso gruppi che non riesco a gestire, sto pian piano togliendomi da gruppi e pagine che non mi rappresentino o che non mi danno niente o che, al contrario, meriterebbero la mia attenzione e non ce l’hanno.

Semplificare dove mi porterà?

Tutto questo sta facendomi sentire più leggera. Più concentrata su ciò che voglio fare. In questo momento ho energie e tempo limitate. Ho ripreso a lavorare a pieno regime con orari molto concentrati e quindi ho bisogno di respirare. Di non avere troppo rumore di fondo. Di avere poche cose e che mi facciano stare bene.

Tempo fa scrissi un post che riprendeva un testo della canzone di Caparezza: Devi fare ciò che ti fa stare bene. Quante cose sono cambiate, da quel lontano 2017. Ma non del tutto le cose che i fanno stare bene…Leggere, praticare yoga, stare con la mia famiglia, le piante, i dolci, la mia casa…e l’elenco è lungo.

Se il covid e questa nuova maternità mi hanno insegnato è che respirare mi fa ragionare e amare sia le persone sia la vita che sto cercando di vivere consapevolmente.

Il resto vien da sè…E tu, pensi di poter semplificare la tua vita? Come?