Il mindset creativo per una vita piena

 

Mindset creativo: una risorsa spesso poco considerata

La prima volta che ho sentito parlare di Mindset ero su un bus che portava me ed altri 25 folli (più altri compagni di viaggio altrettanto fuori di testa) in giro per l’Europa per sfidare altri buspreneurs a suon di pitch.
Ti sembrerà un discorso senza senso, lo so. Anche a me ha fatto lo stesso effetto, la prima volta che ho sentito parlare di StartupBus, di startup, di imprenditoria digitale e di mindset

Fa parte di quel lessico professionale, come quello familiare, di un mondo lavorativo. O meglio, fa parte dei tempi che cambiano. I termini cambiano o se ne creano di nuovi per raccontare i nuovi orizzonti che si stanno delineando davanti ai nostri occhi. 
Il lavoro è diventato più dinamico e a me piace questo non stare mai fermi perché è stimolante. Però non credo che a tutti piaccia, o meglio, che tutti siano portati per fare quello che fanno gli imprenditori digitali o i freelance. Perché? un tempo si diceva È questione di indole o carattere. Ora si dice È questione di mindset!

Mindset= mentalità…non solo

Questa avventura in movimento mi ha letteralmente cambiato la vita. In primis mi ha fatto capire che, in fondo, io la mentalità da freelance ce l’avessi già. Da nomade digitale un pochino, da innovatrice forse…
Non è da tutti rispondere ad una chiamata così folle! Prendere lo zaino, il computer e quelle pochissime conoscenze che avevo del mondo imprenditoriale di cui tanti si riempivano la bocca, ma che io, essendo una collaboratrice a progetto in una casa editrice, non avevo avuto modo di scoprire prima.

È stato un viaggio che ha messo il primo mattoncino della mia nuova vita. Nel nuovo anno, dopo l’avventura di StartupBus, mi sono lanciata. Quella manciata di giorni, fatta di prove ed esperimenti, di prototipazione su un pullman, di scoperte che mi avevano letteralmente travolta, aveva lasciato in me la consapevolezza che la mentalità per lanciarmi era sempre stata lì.

Ma quindi cos’è questo mindset? Un atteggiamento mentale, potremmo tradurlo. È un insieme di condizionamenti, credenze e competenze che la nostra mente ha assimilato durante la vita e che ci spinge a reagire ed agire nei contesti in cui viviamo/lavoriamo. Ma è molto di più, secondo me. È predisposizione, si, ma anche costanza, studio, allenamento mentale. 

Come si nutre il mindset?

Essendo una persona creativa, ma organizzata sono sempre alla ricerca di modalità per nutrire in profondità la mia mente, che è il mio strumento di lavoro principale.
Ho capito che questo atteggiamento non è solo utile per il mio lavoro, ma per il mio benessere in generale. Negli anni ho creato una routine che mi fa stare bene. Cambia nel tempo, assecondando le mie necessità.

Quando si parla di creatività tutti pensano che essere creativi voglia dire essere per forza disordinati, caotici, disorganizzati e fare le cose a caso spinti solo dall’ispirazione. Ma non è così.
Ognuno di noi è diverso e attua processi creativi nel proprio lavoro in maniere differenti. Però una mente allenata alle sfide, alla curiosità, al confronto e anche al bello è una mente che saprà mettere in contatto esperienze, persone e creare sempre prodotti/servizi puntuali alle richieste del cliente.E magari anticipare necessità inaspettate.  

Concordo con Raffaele Gaito, un growth hacker che seguo da qualche tempo e che ho avuto il piacere di sentire in più occasioni dal vivo, che il mindset sia alla base della nostra vita, non solo personale, ma anche professionale. Non è il tool o strumento che fa la differenza nel lavoro di un professionista. Quello è un mezzo, un qualcosa che può servire se abbiamo le idee chiare, una progettualità alla base e non lanciamo pennellate a caso sperando che venga un quadro alla Pollock. Lui era mosso dal movimento e dall’energia, non dalla casualità.

La mente è un paracadute?

Ho letto, tempo fa, questa affermazione molto interessante:

“Se i genitori vogliono fare un regalo ai propri figli la cosa migliore che possono fare è insegnargli ad amare le sfide, ad essere incuriositi dagli errori, a godere dello sforzo e continuare ad imparare. In questo modo non saranno schiavi delle lodi, avranno un modo permanente per costruire e riparare la propria fiducia”_ The mental Coach

Trovo interessante, non solo essendo mamma, ma anche essendo una persona che non ama la competizione fine a se stessa, ma con me stessa! Superare i miei limiti aiuta a migliorarmi e ad essere una professionista sempre creativamente attiva e stimolata. 

Quindi ho capito che nutrire il mindset è possibile. Come? Andando alle mostre, al cinema, ai concerti, leggendo, frequentando corsi di attività diverse dal nostro contesto lavorativo, coltivare un hobby (che è quasi un miracolo in un momento storico nel quale il tempo libero sembra non esistere), praticare uno sport, iscriversi all’università, uscire con persone stimolanti, andare a festival culturali, fare parte di reti di professionisti…ognuno ha predisposizioni e passioni diverse. 

Ti consiglio, se sei un creativo o vuoi avere un atteggiamento creativo nel tuo lavoro, di nutrire davvero la tua mente perché è necessario affinché riesca a fare collegamenti. Il pensiero laterale non è un0invenzione tanto per pubblicare i libri: imparare a leggere il mondo da diverse prospettive, ci aiuta a trovare soluzioni nuove. Mettersi nei panni degli altri, ricominciare da capo da un altro punto di vista, studiare nuove soluzioni senza mettersi su un piedistallo, senza pensare che siamo già arrivati…questa è la vera sfida.

Questo è il mindset creativo, per me. La sfida quotidiana non ansiosa, ma piena e concreta, consapevole di cercare soluzioni e semplificazioni ai problemi che ci si pongono. Che sia progettare un logo o una campagna di comunicazione o progettare il menù della mia famiglia per accontentare tutti. Io lavoro così, io vivo così e penso così.

E tu? Come nutrirai il tuo mindset oggi?

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