22sima settimana: Rinnovarsi senza mai fermarsi

 

Rinnovarsi è alla base dell’evoluzione e io credo che sia importante non stare fermi nello stesso punto, ma trovare il proprio ritmo nel cambiamento.

Questo mese è stato intenso e ora ora di rinnovarsi un pochino, per toglierci di dosso la tensione e la primavera che è stata strana, per noi. Seguo con estremo interesse le persone e personaggi che su internet raccontano i cambiamenti personali e nella propria professione.

Perché non solo il nostro guardaroba merita di rinnovarsi. Anche il nostro business va curato e cambia e si evolve con noi. Essendo un organismo vivo, necessita di cose nuove, di stimoli, di nutrimenti e di persone, di momenti e amore rinnovato!

Rinnovarsi dopo un po’ di letargo

In queste settimane di quasi-letargo dovuto alla salute del mio cucciolo, ho dovuto prendermi cura anche del mio sito, che ha subito qualche intervento perché si era rotto! Succede, nulla di grave. Però ho colto l’occasione per sistemarlo, perché sono cambiata anche io in questo ultimo anno. Ho semplificato, ho buttato via o rimaneggiato quello che era. I colori sono quelli, il mio modo di raccontare è lo stesso, ma ho deciso di essere più naturale, più eugenia! Ho deciso che fosse il momento per rinnovarsi. Less is more, è sempre stato uno dei miei mantra.

Anche il blog, che fa parte del mio mondo, ha avuto bisogno di prendersi una pausa perché il sito aveva la priorità, avendo avuto qualche problema. Per questo i post sono stati buoni buoni lì ad aspettare il momento giusto per uscire in una veste rinnovata!

E voi, amate cambiare? Rinnovarvi? Come? La primavera è il momento giusto per fare pulizia e per mettersi in gioco, indossando vestiti sempre più leggeri e svolazzanti!

 

Nulla è più bello che il rinnovarsi continuamente.
Publilio Siro

Persone che ispirano

Une delle persone che seguo con più passione negli ultimi tempi è Emanuela Caorsi, un tempo conosciuta come La rapa cruda. Negli ultimi anni si è messa in gioco un sacco: da ingegnere a consulente in nutrizione olistica, ora anche insegnante di Yoga. Adoro quello che cucina, la sua continua ricerca di soluzioni che facciano bene e non che per seguire una moda momentanea. La sua naturalezza, la continua ricerca di sé. Vorrei percorrere alcuni passi fatti da lei, e spero, prima o poi, di incontrarla di persona perché la trovo super! Mi è piaciuto il suo esporsi in prima persona nel raccontare il cambiamento che ha messo in atto. Il suo rinnovarsi continuo è di grande ispirazione.

Libri da leggere

Se parliamo di Emanuela Caorsi non possiamo non parlare di ingredienti buoni e sani. Due libri molto belli e interessanti sono Le verdure dimenticate e la frutta dimenticata. Due bei libri per raccontare la biodiversità che continua a rinnovarsi nel mondo, anche se noi non siamo molto di aiuto a volte! Però ci sono persone che se ne prendono cura, come i seedsaver di cui ho parlato tempo fa, o slow food. Due libri per parlare di verdure e frutte antiche che si possono però trovare in vendita nei mercatini a km 0, grazie a contadini saggi! Il tutto infarcito di ricette golosissime per provare questa meraviglia della natura! Per ogni ingredienti questi libri forniscono indicazioni sul territorio di origine, sulla storia, sulle caratteristiche, sulle proprietà nutrizionali e sugli usi in cucina. Due perle da tenere nelle proprie dispense!

Film/serie/video

Oh netflix, che farei senza di te?! Parlando di rinnovarsi un documentario che mi ha davvero colpita è stato Living on one dollar. Perché vedere questi ragazzi che si mettono in gioco così è stato davvero di impatto. Vivere per 2 mesi in Guatemala con solo 1 dollaro al giorno. Due studenti americani, accompagnati da due videomaker, abituati agli agi della vita frenetica che si mettono in discussione per rinnovarsi profondamente, per rivedere la propria scala di valori. Le priorità cambiano, le nostre scelte quotidiane prendono un’altra dimensione, se messi a dura prova. I viaggi sono questo per me: fatica, realtà, incontri e rinnovamento intenso. E tornare a casa più ricchi di prima, più nuovi e guardare il mondo con occhi diversi. 

Consigli green

In questi giorni ho pensato molto al giardino dei miei genitori. Amo le piante e vorrei avere il pollice verde che hanno loro. Ogni tanto ci provo a prendermi cura delle piante e mai come in questo momento sento l’esigenza di avere almeno delle aromatiche, nel mio orto sul balcone. Ho letto degli effetti dell’ortoterapia in un articolo molto interessante che raccontava che il primo a osservare con interesse gli effetti benefici che il prendersi cura di un orto avesse sui pazienti in degenza sottoposti a colecistectomia, fu Roger Ulrich. Si parla di un periodo tra il 1972 e il 1981! Si rese conto che i pazienti che avevano una stanza che si affacciava sul giardino, avevano una permanenza in ospedale che durava in media un giorno e mezzo in meno. Il rinnovarsi delle piante è salutare per l’anima!

In cucina

Ho parlato di rinnovamento nel lavoro e nel nostro business, ma anche in cucina possiamo rinnovarci un pochino. Innanzitutto imparare a programmare i pasti, usando un planning è un modo per stare a regime e non sprecare. Se però abbiamo degli avanzi è giusto che diventino qualcosa di buono da mangiare. Ultimamente mi preparo spesso succhi con il mio estrattore e quello che avanzo è utile per fare muffin o barrette per avere energia tutto il giorno. Per delle barrette energetiche golose uso: 120 g di fiocchi di cereali (avena minion di solito), 100g di scarto d’estratto (arancia o ananas, mela, carota, zenzero), 50 g di mandorle, 50 g di albicocche secche
15 g di semi di chia, 1 banana matura, 2 cucchiai di sciroppo di agave e 50 g di cioccolato fondente. Trito i fiocchi e le mandorle e li tosto per 5/10 minuti nel forno a 100°C. Schiacciare la banana e mescolarla con la polpa scarto dell’estrattore e unire gli altri ingredienti, escluso la cioccolata. Lasciar raffreddare le mandorle e i cereali e mescolare tutto aggiungendo le albicocche secche. Stendere il composto in una teglia e cuocere per 25 minuti. Intanto sciogliere il cioccolato che useremo per “pucciare” le barrette e lasciarle raffreddare. Io mi aiuto con un oggettino super carino per fare le barrette perfette, e le chiudo in bustine della misura giusta per essere poi portate in borsetta.

Semplificare

Quando lavoro in giro una delle cose più utili nella mia borsa è sicuramente il carica batteria e il power bank, che è un aggeggio che serve per caricare il cellulare quando non si hanno prese a muro. Ne ho visto uno che sarebbe perfetto per quando sono in giro perché è resistente (anche all’acqua…e qui non si sa mai!). Un’altra soluzione potrebbe essere questa borsa che ha il power bank incluso: così da avere tutto l’occorrente per andare dai propri clienti e non rimanere mai con il telefono scarico! Un ufficio con le bretelle! Sicuramente una cosa utile quando si è mamme freelance è avere la mani libere e ci sono un sacco di belle soluzioni per contenere tutto il nostro mondo fatto di lavoro e di maternità applicata al business! Delle gran belle borse e zaini, che sono pure di un artigiano delle mie parti, hanno questo obiettivo: di lasciarci con le mani libere! Guardate quanto sono belle!! Io mi sono innamorata di uno zainetto in ecopelle di una marca danese RAINS stupendo…Risparmierò per comprarmelo, tutta colpa di una mia carissima amica che me l’ha fatto conoscere!

Business tips

Cosa serve per rinnovarsi sul lavoro? Innanzitutto pensare con amore al nostro business: come vogliamo che diventi? Cosa vogliamo per noi e per il nostro futuro? Scriviamolo nero su bianco: obiettivi, novità che vogliamo apportare, persone che vogliamo seguire più assiduamente, corsi che non possiamo perderci. Poi attuiamo qualche piccola modifica alla nostra giornata lavorativa: organizziamo la giornata in modo da alternare bene il lavoro alle pause utili. Spegnere il cellulare o metterlo in modalità aereo per un po’ e stabilire quanto tempo dedicheremo ad ogni attività. Un’app ci viene in aiuto: Be focused, una specie di planner di timer per ricordarci cosa fare e restare concentrarti sull’obiettivo. Da provare! Si basa sulla Tecnica Pomodoro: è un metodo di gestione del tempo ideato alla fine degli anni ’80 da uno sviluppatore di software e imprenditore di nome Francesco Cirillo.  Il nome della tecnica è preso dal timer usato in cucina a forma di pomodoro, appunto e stabilisce che basta scegliere un’attività da completare, impostare il timer25 minuti, lavorare sull’attività senza distrazioni per il tempo del pomodoro. Poi una pausa di 5 minuti e passa ad un’altra attività. Ogni 4 pomodori si possono fare pause più lunghe. 

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