Tredicesima settimana: rallentare e respirare

Rallentare è il tipico concetto che ci sentiamo ripetere spesso quando iniziamo una carriera da libero professionista. Ma anche quando diventiamo mamme.

Dovrebbe essere naturale rallentare quando sentiamo che la nostra vita sembra sfuggirci di mano. Ma non è così.
Quando siamo presi dal turbinio delle nostre esistenze, non ci rendiamo conto della velocità alla quale stiamo andando. Solo quando cerchiamo di guardare fuori dal finestrino, perché ci sentiamo sopraffare dalle cose da fare, dallo stress e non ci sentiamo a nostro agio nel momento in cui stiamo vivendo. Rallentare è la parola d’ordine.

Non fermarsi e bloccarsi.

Rallentare. Perché è una condizione naturale per potersi guardare attorno. Per poter prendere un respiro pur camminando. Rallentare ci dovrebbe aiutare a capire come vogliamo migliorare il nostro passo per non sentirci insoddisfatti.

Rallentare vuol dire respirare

Quando si è mamme e libero professioniste aumentano le variabili che possono impazzire e farci impazzire. Bisogna capire come poter rallentare, perché si può sempre. Qualsiasi mezzo ha la sua modalità, così anche noi. Per me rallentare è stato necessario, e lo è tuttora, per capire come essere una mamma e una freelance migliore, per il mio piccolo e per portare avanti il mio business. Entrambi sono importanti. Li ho creati io e li amo, ovviamente in maniera differente. Però sono parte di me e meritano attenzione, cura e…di rallentare!

Rallentare e trovare un’andatura consapevole

Quando ho capito questo, la vita ha preso un’andatura più consapevole. Ovviamente è un lavoro quotidiano. Capire cosa lasciare andare, quali sono le priorità, come organizzare la propria giornata in modo da dare il giusto peso alle varie componenti della mia vita. E prendersi dei tempi per sé, per stare con le proprie amiche e amici, per prendersi cura della propria relazione con il partner e nutrire le nostre passioni.
Perché ho avuto la sensazione di non riuscire a fare tutto, ad essere imperfetta in entrambi gli ambiti e a non esserci per il mio piccolo.

E poi ho capito: rallentare per respirare. Perché non sarò mai perfetta non avrò mai la casa in ordine, un business che corre a velocità incalzante, un bimbo piccolo per sempre e questo mi ha fatto capire che devo godermi questi anni e accettare questa imperfezione perché fa parte della vita da mamma freelance.

Sono di fretta. Per che cosa?
Il sole e la luna non hanno fretta.
Fretta è credere che le persone possano andare oltre le gambe.
O che, saltando possano atterrare oltre la loro ombra.
Alberto Caeiro

Una persona che ispiri

Perché rallentare è importante e sto iniziando a scegliere di seguire sempre meno persone online anche per questo. Seguo troppi stimoli, sono sempre alla ricerca di chi mi dirà la verità più giusta per me. Invece è giusto rallentare e selezionare le persone che mi fanno stare bene e che vanno ad un passo simile al mio. Per questo, tra le poche che seguo ormai assiduamente, c’è lei: My zen Manager. Perché ha interessi simili ai miei, perché scrive benissimo e mi fa sentire la pace interiore alla quale aspiro, senza voler sembrare una guru o una che ne sa ma condividendo con passione. Ha scritto un bellissimo articolo tempo fa sul rallentare la corsa quotidiana.

Un libro che ispiri

Un libro molto carino pieno di rivoluzioni piccole e da vivere in maniera personale, è Il libro delle piccole rivoluzioni: Il magico potere dei gesti quotidiani. Da quando me lo hanno regalato quando ho bisogno di staccare un po’ la spina lo sfoglio e ne scelgo una da vivere in quel momento. Mi rilassa, mi fa pensare ad altro senza ansia, senza quell’attrito che a volte sento di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. Rallentare per stare bene anche con una piccola rivoluzione personale, che fanno sempre bene perché ci fanno staccare la testa per qualche momento e dopo riprendere a lavorare o fare quello che dobbiamo fare, ha un gusto decisamente migliore!

Un film da vedere

Quando ero all’università rispondevo sempre che il mio film preferito, dopo L’attimo fuggente che è stato un caposaldo della mia adolescenza, fosse Sogni di Akira Kurosawa. Mio fratello era un grande appassionato di questo regista e se ci penso ora mi fa sorridere pensare che davvero per quanto io fossi sempre in movimento e di corsa, quel film mi obbligava a fermarmi a guardare con attenzione i colori, ascoltare le storie, notare i dettagli di un mondo così lontano dal mio e con una velocità molto diversa dalla mia.
Queste favole, sogni come li definisce il regista, sono storie che fanno riflettere e a volte fanno anche male al cuore. Ma ci obbligano a rallentare un attimo per pensare.

Un consiglio green

Rallentare prevede che si porti attenzione alle cose attorno a noi. Io adoro fare la spesa, perché è un momento mio ed è uno dei momenti politici ed etici più rilevanti in questo momento. Consiglio di fare la spesa quando si ha tempo: per farla bene, ragionando, con una bella lista alla mano, sulle necessità e sui nostri consumi. Non comprare tanto per comprare frutta e verdura se poi la buttiamo via perché è marcia. Un consumo critico è quanto di più green si possa consigliare. Rallentare per risparmiare!

Ricetta o rimedio in cucina

Io consiglio di fare il pane per rallentare e guardarlo mentre lievita. Oppure preparare il lievito madre. Io il mio l’ho fatto diventare liquido perché dura di più e non lo uso così spesso. In più mangia meno che qui devo già mantenere il nano! Per lo starter, cioè per partire bastano 150 g di farina 2, 10 g di uva passa, 150 ml di acqua a temperatura ambiente. (Ci sono molti modi). Per i rinfreschi successivi 100 ml di acqua e 100 g di farina.
Quando lo si rinfrescherà per utilizzarlo 150 ml di acqua e 150 g di farina. Ora devo rallentare…per cui vi lascio la ricetta più completa e funzionante del mondo! Ecco la ricetta

Cose che semplificano la vita

Rallentare dovrebbe essere naturale, soprattutto quando si ha un bambino. E uno dei modi per rallentare può essere proprio cercare di imitare i cuccioli di casa. Seguire di più il loro esempio: se hanno fame mangiano, se hanno sonno dormono (o meglio svengono dopo una lotta, questo non è un buon esempio!), se vogliono giocare giocano. Fanno una cosa per volta. E questo fin dalle prime luci della mattina. Allora perché non svegliarsi con calma, programmando la sera prima in modo che non sia tutto da fare di corsa e al volo? I vestiti pronti sulla sedia, la colazione già posizionata e la mente tranquilla perché si ha già in mente più o meno cosa fare nella giornata che ci si presenta nuova all’indomani? Ognuno ha ritmi e modi di fare diversi, questo a me aiuta molto, così non devo correre.

Migliora il tuo business

Poter lavorare ad un ritmo umano è uno dei miei obiettivi di questo 2018. Come faccio? Pianifico usando gli strumenti cartacei e online a mia disposizione: dalla mia super agenda, che non deve essere un pozzo di informazioni e cose belle da leggere, ma un luogo dove io possa organizzarmi scrivendo tutto quello che devo fare, le scadenze e le commissioni da fare. Scrivere per me è un modo per ricordarmi e visualizzare i passaggi da fare nella giornata. Per questo amo la Moleskine settimanale perché da un lato segno gli impegni, dall’altra, dove ci sono le righe, priorità settimanali, i pasti del nano, i post che devo scrivere e tutte quelle incombenze lavorative e domestiche che non devo dimenticare. Tutto visibile a colpo d’occhio.

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