Vita da freelance: flessibilità vs claustrofobia lavorativa

Vita da freelance vc claustrofobia lavorativa

La vita da freelance è una trottola con aspetti positivi, per una mamma sempre di corsa. Flessibilità vs claustrofobia lavorativa, quale è meglio?

Come mamma amo la mia vita da freelance. Per moltissime ragioni.
Una su tutte: la gestione del tempo. La propria giornata non è scandita da orari stabiliti da altri, ma è più flessibile.

Non voglio essere fraintesa, però. Gli orari ci sono, eccome.

C’è il nido che chiude ad una certa ora, ci sono gli uffici pubblici ai quali recarsi per le commissioni, ci sono tempistiche anche per i miei lavori.
Però posso decidere come organizzare la mia giornata in maniera più autonoma. E qualcuno, lo sento già, là in fondo, che sbuffa e pensa “Eh beh, almeno quello!!“. Eh si, amico/a mio. Non è sempre coì immediata la reazione: vita da freelance= libertà di azione. Bisogna darsi delle regole, che vadano bene per noi e per le nsotre necessità.

La flessibilità vs la claustrofobia lavorativa

Ho amato lavorare come dipendente (sarà che sono stata fortunata e ho sempre trovato persone interessanti in ogni posto nel quale ho lavorato). Però, in questo momento, avere questa piccola libertà mi aiuta a gestire la mia famiglia in un modo diverso.
Non è per tutti, questo ce lo sentiamo dire ogni giorno.  Perché non si hanno garanzie, ognuno deve trovare il proprio modo di farsi conoscere, di trovare e gestire clienti e creare prodotti.

Ma io sono una persona che ama organizzarsi e gestirsi il tempo in maniera più diciamo fluida e personale. Sento quella che io chiamo Claustrofobia lavorativa quando mi vengono imposti orari e metodologie stressanti per me. Di difficile incastro nella mia vita.

Può sembrare, visto da fuori, che io voglia vivere da principessa delle freelance. Fare solo quello che amo, avere solo clienti super selezionati. Non fare fatica, insomma. Ma non è così.

Consapevolezza lavorativa per vivere una serena vita da freelance

In questi mesi ho avuto un’epifania. Senza serenità e consapevolezza di quello che voglio come professionista, non vado da nessuna parte. E non sono efficace come vorrei.

A volte, nella vita di un libero professionista, l’ansia si fa sentire. Bussa alla nostra porta.

Toc toc.

Sono l’ansia che ti ricorda che devi pagare le tasse.
L’assicurazione. La retta del nido, le bollette…

AAARGGGGGHHHH

Ma lasciarsi prendere da questo sentimento non fa che peggiorare la situazione. Come? Ad esempio accettando proposte di lavoro non nelle nostre corde. O con ritmi o mole di lavoro che non possiamo consegnare in tempo. Oppure accettando di non essere pagate il giusto. Errori umani, da claustrofobia lavorativa! Sentiamo l’aria mancare e ci agitiamo.

Un bel respiro e …

Ci bastan poche briciole lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar. Cantava Baloo, nel libro della Giungla. E spesso è così.

Quindi un bel respiro. Carta e penna e metti giù, nero su bianco, innanzitutto i tuoi obiettivi per quest’anno, a livello professionale. Poi pensa alle tappe per raggiungere questi traguardi.

Io sono partita a dicembre ripensando al mio business plan, obiettivi e necessità personali.  Ho fatto i conti di fine anno per vedere la situazione e per darmi un obiettivo: quello di migliorare nel 2018. Non ho deciso di diventare milionaria, attenzione. Sarebbe bello, ma necessiterebbe di altri step che, per ora, non saprei come intraprendere. A gennaio ho pianificato un bel po’ di cose (grazie alla super Federica Caltrigliani, ne parlo qui).

Pianificare la vita da mamma e da freelance

La vita professionale e quella privata sono intrecciate da un filo sottile. Bisogna imparare a tenerle separate per non lasciarsi trasportare troppo dai sentimenti. Però bisogna ricordarsi, soprattutto se si è libero professionisti e genitori, che le necessità dei nostri figli hanno una priorità che prima era ricoperta da altro.
Si può essere mamma e freelance. Però bisogna darsi degli obiettivi e pianificare una strategia organizzativa di insieme ben calibrata.

E rileggerla spesso. Sembra una sciocchezza, ma a me ha fatto bene rileggere quanto scritto alla fine del 2017. Perché stavo perdendo la bussola per paura di non farcela.

Siamo al secondo mese dell’anno, andrà benone anche se inizierai a pianificare ora. L’importante è trovare la propria strada e i tasselli si metteranno a posto automaticamente. Te lo prometto!