Essere freelance: pro e contro, come la vedo io

 Come mai oggi è così normale essere freelance

Essere freelance nel 2000 è una condizione considerata normale, o no? Parto da un piccolo estratto da un brano redatto da ACTA e consiglio la lettura di questo articolo molto interessante, perché ci da un quadro della situazione attuale. Sono freelance da 2 anni ormai, e credo che questa condizione lavorativa abbia dei pro e dei contro nel mio mondo e per la mia particolare condizione attuale.

(…) alcuni dati tratti dalla rielaborazione di ACTA, l’associazione dei professionisti del terziario avanzato, sulla base dei dati Istat relativi al 2013. Secondo queste rilevazioni, su 22.420.000 occupati in Italia poco meno del 6% (1.286.000 lavoratori, ma il trend è in crescita) sono i cosiddetti freelance; le donne costituiscono circa un terzo di questa forza lavoro e anche la loro percentuale in aumento. Le ragioni di queste cifre, secondo ACTA, sono da cercarsi soprattutto nella crisi occupazionale: essendoci meno opportunità di impiego dipendente, chi è in possesso di competenze specializzate spesso opta per “inventarsi” un lavoro. (da http://linguaenauti.com/2016/01/26/litalia-e-pronta-per-i-freelance/)

Cosa vuol dire per me essere freelance

Venerdì ho parlato della rete al femminile, progetto nel quale credo moltissimo, perché penso che ormai la libero professione sia una strada non così speciale o particolare, ma stia diventando quasi la norma. Soprattutto per noi donne. Forse caratterialmente siamo portate ai cambiamenti, ad essere flessibili, ad organizzarci. Credo che, più che altro, si possa dire che è una tendenza femminile, non delle donne per forza, e c’è una bella differenza. Il nostro carattere è composto da una sfera maschile e una femminile, ma non sono psicologa quindi non mi addentro in questo argomento.

I pro e i contro di questa condizione lavorativa sono moltissimi, come forse ho già accennato in altri post, e confrontandomi con le ragazze della rete ho capito che ci vada una mentalità imprenditoriale per mettersi in proprio, che può essere già un po’ insita nel nostro carattere, come tendenza, ma poi va coltivata giorno per giorno, trovando ognuno la propria via, perché ognuno di noi diventa freelance in maniera diversa, facendo errori e ottenendo risultati diversi.

Quali sono i pro e contro dell’essere freelance

In questo momento, quando mi ritrovo a parlare con altre future mamme, il fatto che io sia freelance di solito mi mette sotto una luce diversa. Io ho trovato questi PRO e CONTRO, analizzando la mia vita:

  • organizzazione degli orari: gestione degli orari, cercando equilibrio tra vita personale e professionale. PRO & CONTRO vanno cercati limiti e mediazioni
  • organizzazione degli orari: a volte si lavora anche di sabato a di domenica, i clienti hanno bisogno in momenti particolari! CONTRO
  • fatture e pagamenti: stabilire prezzi e venire incontro alle esigenze di chi ci commissiona un lavoro. Purtroppo è sia un pro sia un contro. Non sempre è facile trovare i modi giusti per parlare di soldi e trovare vie di mezzo. PRO & CONTRO
  • non avere entrata fissa mensile e doversi cercare lavori: soprattutto all’inizio non è facile pagare tutte le bollette e le spese che ci sono. Si tende a cercare di ottenere molti lavori e questo può portare ad avere un po’ di ansia, alternando periodi pieni di lavoro e altri di magra CONTRO
  • doversi cercare clienti: possibilità di scegliere progetti nei quali immergersi anima e corpo! Imparare a dire NO, è importante per la nostra credibilità e per lavorare al meglio. PRO

Questi sono i primi che saltano all’occhio. Essere freelance è un continuo mediare tra le nostre due anime, che vanno un po’ distinte: casa e lavoro. Vorrei che i miei clienti e collaboratori non le dessero per scontate, quando lavoriamo insieme.

 

Buon lunedì, a tutti, freelance e non!

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